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Due film agrigentini ai Nastri D'Argento
Cinema Due film agrigentini ai Nastri d'argento

Due giovani trentenni agrigentini, due generi differenti, due storie diverse. Due differenti rappresentazioni della Sicilia tra i film candidati all'edizione 2017 del prestigioso premio cinematografico “Nastri d’argento”

- 01/02/2017

Due film agrigentini tra i documentari candidati all’edizione 2017 del prestigioso premio cinematografico “Nastri d’argento”. Un premio prestigioso, uno dei più antichi, secondo per anzianità solo ai premi Oscar, assegnato dal 1946 al Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani (SNGCI). Ebbene nella categoria documentari, tra i 50 selezionati, ci sono “Triokala” di Leandro Picarella e “Ero Malerba” di Toni Trupia. Due giovani trentenni agrigentini, due generi differenti, due storie diverse. Due differenti rappresentazioni della Sicilia.

“Triokala” è docufilm etnologico che, attraverso la potenza di una fotografia eccezionale, tesse la narrazione della dimensione temporale e del rapporto tra uomo e natura che ancora si possono percepire a Caltabellotta, il cui nome antico è appunto Triokala. La natura e quel sapere antico che sa di riti tribali e di misticismo, scorrono ancor oggi tra le vie di un borgo sempre più disabitato ma che conserva intatta una certa magia.

 

Un successo grandioso all'estero e in Italia, che sembra essere passato un po’ in sordina in città. Tant'è che qualche giornale ha perfino trascurato la notizia, riportando solo la candidatura ai Nastri d’argento di "Ero Malerba". Eppure il docufilm di Picarella, uscito nel 2015 in anteprima al Filmaker Festival di Milano, dove ha ottenuto il premio Movie People, sta ancora girando l'Europa vincendo altri sei premi nell'edizioni 2016 del festival internazionale di Visions du Réel (Mention Speciale Regard Neuf), ISREAL festival (Premio Giuria giovani), EtnoFilm Fest (Premio Migliore Documentario), Sciacca Film Fest (Menzione Speciale Documentario; Premio del Pubblico Migliore Documentario) e Rencontres du Cinéma Italien de Grenoble festival (Prix Special du Jury).

C'è da dire che “Ero Malerba” di Toni Trupia sarà sicuramente rimasto impresso nella mente dell'agrigentino per il dibattito che la storia suscita. Un film nato dal libro "Malerba" del giornalista Carmelo Sardo sulla storia dell'ergastolano Giuseppe Grassonelli che pone l'accento sul tema della "fine pena mai", dell'impossibilità della riabilitazione sociale nonostante la "redenzione" morale del condannato. Un tema caldo, soprattutto per una terra che ha sofferto e soffre molto a causa della mafia.

Guarda il trailer di Ero Malerba

Nel docufilm è lo stesso Giuseppe Grassonelli, intervistato in carcere da Carmelo Sardo, a parlare. A raccontare gli anni bui della guerra tra Cosa Nostra e la Stidda, sono anche i familiari di Grassonelli, i magistrati. Il docente universitario di filosofia Giuseppe Ferraro racconta la redenzione del condannato. Un successo letterario notevole che ha subito portato alla nascita del film di Trupi, uscito lo scorso dicembre, in anteprima a Porto Empedocle, riscuotendo subito successo a Milano vincendo il concorso “Storie dal mondo contemporaneo" nella terza edizione di "Visioni dal mondo". 

Un traguardo importante per entrambi. Un’occasione in cui, ancora una volta, il genio agrigentino tenta di primeggiare. Una constatazione del fatto che questa terra non smette di generare ispirazioni e talenti. 

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